STORIA DELLO SCATTO FISSO

Le andature possibili in bici sono due: scatto fisso e ruota libera. Ognuna di esse è resa possibile da specifiche soluzioni costruttive.
Oggi la grande maggioranza delle bici va solo a ruota libera (l’andatura tipica delle comuni bici da città). Una minoranza di bici va solo a scatto fisso; si tratta delle bici utilizzate per l’agonismo nei velodromi e, sempre più, anche di bici che circolano in città. Vi sono poi alcune bici (fra cui le scatto fisso Margot) che in virtù dell’utilizzo di uno speciale mozzo flip-flop, possono andare sia a ruota libera che a scatto fisso. Con queste bici puoi adottare l’una o l’altra delle due andature montando in un verso o nell’altro la ruota posteriore.


TUTTE LE BICI ERANO A SCATTO FISSO
Inizialmente le bici erano tutte solo a scatto fisso. L’andatura a ruota libera è diventata possibile con una innovazione tecnologica che, in Italia, si è diffusa dopo il 1920 (fino alla prima guerra mondiale, 1915-1918, i bersaglieri erano equipaggiati ancora con biciclette a scatto fisso). La ruota libera si dimostrava più comoda dello scatto fisso, perché consentiva di tenere i pedali (e le gambe) liberi di non ruotare, o anche di ruotare indietro, mentre la bici avanzava.


SCATTO FISSO SOLO NEI VELODROMI
La libertà di poter tenere ferme le gambe a bici in avanzamento, portò ad una rapida diffusione delle bici a ruota libera che, nell’uso comune cittadino, sostituirono quasi totalmente quelle a scatto fisso (bici fisse). Ma mentre le bici a scatto fisso sparivano nell’uso comune in città, esse rimasero le uniche adottate nei velodromi. Nell’agonismo su pista l’atleta ha delle necessità particolari per le quali l’andatura a scatto fisso (fixed) è certamente più adatta. Essa consente il controllo diretto della velocità attraverso i pedali per cui la bici non ha bisogno di freni; ne derivano riduzione del peso, della complessità e dei problemi tecnici. In virtù del controllo diretto, la bici fixed agevola notevolmente il surplace in pista. I pistard sono certamente atleti abili, ma mantenere il surplace per loro diventa molto più semplice proprio perché la bici è a scatto fisso. Quando i pistard rallentano fino a fermarsi e tengono l’equilibrio nella parte alta della curva della pista, sfruttano la possibilità data dallo scatto fisso di controllare con precisione i movimenti della bici sia in avanti che indietro. In questo modo, alternando piccoli colpi di pedale in una direzione e nell’altra, i pistard possono rimanere in surplace anche per molti minuti con facilità (in passato il surplace era consentito in gara senza limiti di tempo).


RITORNO DELLO SCATTO FISSO IN CITTÀ
Ad inizio anni ’80, le bici fixed sono tornate a circolare nelle città per iniziativa dei bike messenger americani. Nelle grandi città degli USA (New York, Los angeles, Chicago, San Francisco) i bike messenger scoprirono i vantaggi della fixed bike per muoversi agevolmente nei centri urbani: leggerezza, minimalismo, essenzialità e perciò costi di manutenzione quasi pari a zero. Peraltro i bike messenger avevano l’opportunità di acquistare a basso prezzo le fixed bike dismesse dai velodromi. In Europa i primi messenger su bici fixed comparvero a Londra, poi a Parigi, Berlino, Lugano e finalmente a Milano (2008).
Insieme ai bike messenger, i pionieri del ritorno delle bici scatto fisso in città sono stati gli hipster, i graffitari e gli skater. La bici a scatto fisso, con la possibilità di andare in retromarcia, si prestava (e si presta) ad essere un eccellente mezzo da acrobazie: bici ideale per uno skater!
La diffusione è aumentata via via al di fuori della cerchia dei pionieri, ma restando inizialmente limitata ai “puristi” dello scatto fisso. Il grande boom in città (2010 in Italia) è iniziato a seguito dell’interesse mostrato da ampi gruppi di persone semplicemente affascinate dalle linee minimaliste e pulite di queste bici. Queste persone, attratte dall’estetica, ma non necessariamente interessate alla tecnica di guida a scatto fisso, hanno trovato la soluzione nei modelli dotati di mozzo flip-flop. Infatti, questi modelli consentono di guidare una bici minimalista fixed, ma danno la possibilità di optare per l’andatura a ruota libera, tipica delle comuni bici da città.
In Italia, Milano è certamente la città di maggior diffusione delle bici fixed e se ne vedono davvero tante. Altre città italiane in cui le bici a scatto fisso (con mozzo flip-flop) si stanno diffondendo sempre più sono: Torino, Verona, Modena, Roma.

STORIA DELLO SCATTO FISSO

Le andature possibili in bici sono due: scatto fisso e ruota libera. Ognuna di esse è resa possibile da specifiche soluzioni costruttive.
Oggi la grande maggioranza delle bici va solo a ruota libera (l’andatura tipica delle comuni bici da città). Una minoranza di bici va solo a scatto fisso; si tratta delle bici utilizzate per l’agonismo nei velodromi e, sempre più, anche di bici che circolano in città. Vi sono poi alcune bici (fra cui le scatto fisso Margot) che in virtù dell’utilizzo di uno speciale mozzo flip-flop, possono andare sia a ruota libera che a scatto fisso. Con queste bici puoi adottare l’una o l’altra delle due andature montando in un verso o nell’altro la ruota posteriore.


TUTTE LE BICI ERANO A SCATTO FISSO
Inizialmente le bici erano tutte solo a scatto fisso. L’andatura a ruota libera è diventata possibile con una innovazione tecnologica che, in Italia, si è diffusa dopo il 1920 (fino alla prima guerra mondiale, 1915-1918, i bersaglieri erano equipaggiati ancora con biciclette a scatto fisso). La ruota libera si dimostrava più comoda dello scatto fisso, perché consentiva di tenere i pedali (e le gambe) liberi di non ruotare, o anche di ruotare indietro, mentre la bici avanzava.


SCATTO FISSO SOLO NEI VELODROMI
La libertà di poter tenere ferme le gambe a bici in avanzamento, portò ad una rapida diffusione delle bici a ruota libera che, nell’uso comune cittadino, sostituirono quasi totalmente quelle a scatto fisso (bici fisse). Ma mentre le bici a scatto fisso sparivano nell’uso comune in città, esse rimasero le uniche adottate nei velodromi. Nell’agonismo su pista l’atleta ha delle necessità particolari per le quali l’andatura a scatto fisso (fixed) è certamente più adatta. Essa consente il controllo diretto della velocità attraverso i pedali per cui la bici non ha bisogno di freni; ne derivano riduzione del peso, della complessità e dei problemi tecnici. In virtù del controllo diretto, la bici fixed agevola notevolmente il surplace in pista. I pistard sono certamente atleti abili, ma mantenere il surplace per loro diventa molto più semplice proprio perché la bici è a scatto fisso. Quando i pistard rallentano fino a fermarsi e tengono l’equilibrio nella parte alta della curva della pista, sfruttano la possibilità data dallo scatto fisso di controllare con precisione i movimenti della bici sia in avanti che indietro. In questo modo, alternando piccoli colpi di pedale in una direzione e nell’altra, i pistard possono rimanere in surplace anche per molti minuti con facilità (in passato il surplace era consentito in gara senza limiti di tempo).


RITORNO DELLO SCATTO FISSO IN CITTÀ
Ad inizio anni ’80, le bici fixed sono tornate a circolare nelle città per iniziativa dei bike messenger americani. Nelle grandi città degli USA (New York, Los angeles, Chicago, San Francisco) i bike messenger scoprirono i vantaggi della fixed bike per muoversi agevolmente nei centri urbani: leggerezza, minimalismo, essenzialità e perciò costi di manutenzione quasi pari a zero. Peraltro i bike messenger avevano l’opportunità di acquistare a basso prezzo le fixed bike dismesse dai velodromi. In Europa i primi messenger su bici fixed comparvero a Londra, poi a Parigi, Berlino, Lugano e finalmente a Milano (2008).

Insieme ai bike messenger, i pionieri del ritorno delle bici scatto fisso in città sono stati gli hipster, i graffitari e gli skater. La bici a scatto fisso, con la possibilità di andare in retromarcia, si prestava (e si presta) ad essere un eccellente mezzo da acrobazie: bici ideale per uno skater!
La diffusione è aumentata via via al di fuori della cerchia dei pionieri, ma restando inizialmente limitata ai “puristi” dello scatto fisso. Il grande boom in città (2010 in Italia) è iniziato a seguito dell’interesse mostrato da ampi gruppi di persone semplicemente affascinate dalle linee minimaliste e pulite di queste bici. Queste persone, attratte dall’estetica, ma non necessariamente interessate alla tecnica di guida a scatto fisso, hanno trovato la soluzione nei modelli dotati di mozzo flip-flop. Infatti, questi modelli consentono di guidare una bici minimalista fixed, ma danno la possibilità di optare per l’andatura a ruota libera, tipica delle comuni bici da città.
In Italia, Milano è certamente la città di maggior diffusione delle bici fixed e se ne vedono davvero tante. Altre città italiane in cui le bici a scatto fisso (con mozzo flip-flop) si stanno diffondendo sempre più sono: Torino, Verona, Modena, Roma.

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