BICI DONNA DA CITTÀ

UNA BICI SPECIALE DOMANI A CASA TUA

Cerchi una bici donna da città, ma vuoi che si distingua per qualcosa in più. Deve avere un cambio particolare: che non sporchi mai i tuoi abiti e che non abbia bisogno di manutenzione.

BICI DONNA DA CITTÀ

UNA BICI SPECIALE DOMANI A CASA TUA

Cerchi una bici donna da città, ma vuoi che si distingua per qualcosa in più. Deve avere un cambio particolare: che non sporchi mai i tuoi abiti e che non abbia bisogno di manutenzione.

Bici donna da città con cambio sigillato – LEONESSA €399

Bici donna da città con cambio sigillato

Il cambio, quasi invisibile, non richiede manutenzione e non sporca i tuoi abiti perché è sigillato all’interno del mozzo posteriore.

Bici donna da città con cambio sigillato – LEONESSA €399

Bici donna da città con cambio sigillato

Il cambio, quasi invisibile, non richiede manutenzione e non sporca i tuoi abiti perché è sigillato all’interno del mozzo posteriore.

SPECIALITÀ DELLA BICI DONNA MARGOT

  • CAMBIO SIGILLATO
    Per il cambio velocità, adottiamo una soluzione tecnica molto seguita nei paesi nord europei, ma ancora poco diffusa in Italia. È un sistema che offre indubbi vantaggi: è sigillato (non ha parti lubrificate esterne e non può mai sporcare i tuoi abiti); non richiede manutenzione; è quasi invisibile e contenuto nel mozzo della ruota posteriore.

 

  • DISEGNATE E PRODOTTE IN ITALIA
    Le bici da donna Margot sono assemblate in Italia. La produzione è realizzata artigianalmente e non in linea industriale. Il vantaggio è nell’accuratezza costruttiva e nel controllo finale della qualità.

 

  • ACCIAIO INOX PER I COMPONENTI CRITICI
    Fra le particolarità del modello bici donna Margot, c’è l’utilizzo dell’acciaio inossidabile per le parti maggiormente esposte all’azione dell’acqua ed all’aggressione del fango (parafanghi e copricatena). I vantaggi sono: lucentezza nel tempo e protezione dalla ruggine.

 

In più, la scheda tecnica è davvero al tuo servizio. È facile da comprendere, anche se non sei esperta. Potrai consapevolmente dire “sì” oppure “no” e valutare ciò che per te conta.

 

Anche questa bici Margot è immediatamente disponibile e puoi averla già domani a casa tua.

SPECIALITÀ DELLA BICI DONNA MARGOT

  • CAMBIO SIGILLATO
    Per il cambio velocità, adottiamo una soluzione tecnica molto seguita nei paesi nord europei, ma ancora poco diffusa in Italia. È un sistema che offre indubbi vantaggi: è sigillato (non ha parti lubrificate esterne e non può mai sporcare i tuoi abiti); non richiede manutenzione; è quasi invisibile e contenuto nel mozzo della ruota posteriore.

 

  • DISEGNATE E PRODOTTE IN ITALIA
    Le bici da donna Margot sono assemblate in Italia. La produzione è realizzata artigianalmente e non in linea industriale. Il vantaggio è nell’accuratezza costruttiva e nel controllo finale della qualità.

 

  • ACCIAIO INOX PER I COMPONENTI CRITICI
    Fra le particolarità del modello bici donna Margot, c’è l’utilizzo dell’acciaio inossidabile per le parti maggiormente esposte all’azione dell’acqua ed all’aggressione del fango (parafanghi e copricatena). I vantaggi sono: lucentezza nel tempo e protezione dalla ruggine.

 

In più, la scheda tecnica è davvero al tuo servizio. È facile da comprendere, anche se non sei esperta. Potrai consapevolmente dire “sì” oppure “no” e valutare ciò che per te conta.

 

Anche questa bici Margot è immediatamente disponibile e puoi averla già domani a casa tua.

Bici donna da città con cambio sigillato

Bici donna da città con cambio sigillato

Bici donna da città con cambio sigillato

Bici donna da città con cambio sigillato

PARTICOLARITÀ DELLE BICI DA DONNA

  • CARATTERISTICHE
    Le caratteristiche delle bici da donna, quelle comuni a tutte le bici da città, sono nella pagina “city bike”. Qui riportiamo solo gli elementi specifici della versione donna:
    – il telaio ha una seconda canna obliqua, di forma ed inclinazioni diverse, in sostituzione della canna orizzontale;
    – il tubo verticale è generalmente più corto e, soprattutto, quello frontale è più lungo. La combinazione di questi due elementi determina una linea sella-manubrio più orientata verso l’alto con una postura finale, preferita dalle donne, a busto praticamente eretto durante la guida;
    – la sella è comoda e molto ampia, con diametro trasversale anche pari a quello longitudinale. Per la sella da donna è importante che nel montaggio il piano della stessa sella sia tenuto parallelo al terreno;
    – le leve freno sono più corte che nel modello da uomo, senza però diventare delle leve “due dita”, come in alcune bici sportive. Solitamente si tratta di leve “tre dita”;
    Si possono fare poi delle considerazioni estetiche. Le bici da donna per la città hanno una gamma colorazioni più ampia e diffrente per tonalità; si staccano dalla sobrietà delle versioni uomo, ricorrentemente nere. Spesso le bici da donna sono dotate di un cestino o di un portapacchi anteriore, mentre nella versione uomo è più frequente il portapacchi posteriore.

 

  • PERCHÉ UNA SPECIFICA BICI DA DONNA
    L’elemento di principale distinzione della bici da donna per la città è nel telaio; esso non ha la canna orizzontale. Perché?
    Questa differenza nel telaio è nata per l’abbigliamento femminile, in passato meno pratico, e fu motivata solo da questo?
    Assumendo che ormai le donne vadano in bici indossando i pantaloni (come è quasi sempre), ha ragione di esistere il telaio da donna?
    Sussistono altri elementi che oggi ne giustifichino l’esistenza, come, ad esempio, la maggior facilità nel montare e scendere dalla bici?

 

  • QUESTIONI DI GONNE?
    Il telaio da donna è comparso almeno 130 anni fa, quando le donne non usavano certo i pantaloni. Guardando agli accadimenti di allora, emerge un particolare interessante: Annie Londonderry (la prima donna che, nel 1894, fece il giro del mondo in bici) nelle fasi iniziali del giro è ritratta in gonna ed è su una bici da donna; nelle fasi successive del giro è ritratta in pantaloni ed è su una bici con la canna orizzontale da uomo! Cosa voleva significare? Forse che la necessità di ricorrere ad un telaio differente fosse esclusivamente dovuta alle poco pratiche gonne e che, messe da parte quelle, non sussisteva nessun motivo per una donna per dover montare su una bici differente? Può darsi. Certamente la Londonderry aveva anche una forte motivazione nel voler riaffermare l’emancipazione e la parità delle donne attraverso l’uso di un mezzo del tutto identico a quello maschile.
    Dovremmo dire che se le gonne non avessero imperversato in passato, il telaio da donna da città oggi non esisterebbe? A ben vedere non è tutto qui, non è solo una questione di gonne.

 

  • DAVVERO PIÙ PRATICA
    Scendere da una bici da donna è più facile, basta sfilare lateralmente le gambe; allo stesso modo, salirci, è più immediato e semplice. Ma allora, perché la bici da città da uomo, non ha avuto anch’essa una evoluzione, almeno per il telaio, verso quella che definiamo bici per la città da donna  e che appare più pratica? Forse non c’è un forte perché ed il caso ha avuto il suo ruolo. Però una cosa è certa: sotto il profilo statico, il “triangolo” del telaio da uomo è più resistente di quello da donna. Quest’ultimo, infatti, ha bisogno di soluzioni che compensino la minor resitenza che deriva dall’eliminazione della canna orizzontale.

 

  • MENO RISCHIOSA IN CASO DI CADUTA 
    Sulla questione canna obliqua o orizzontale, è opportuno un riferimento al differente rischio nelle cadute. Il telaio da donna consente di sfilarsi molto più agevolmente, mentre sfilarsi durante una caduta da un telaio da uomo è per persone davvero abili. Per certi versi si può dire che la bici da donna sta a quella da uomo come la Vespa agli altri ciclomotori. Della Vespa, a suo tempo, si faceva marketing anche evidenziando come in caso di caduta fosse molto più facile sfilarsi lateralmente senza rimanere incastrati sotto il mezzo.

PARTICOLARITÀ DELLE BICI DA DONNA

  • CARATTERISTICHE
    Le caratteristiche delle bici da donna, quelle comuni a tutte le bici da città, sono nella pagina “city bike”. Qui riportiamo solo gli elementi specifici della versione donna:
    – il telaio ha una seconda canna obliqua, di forma ed inclinazioni diverse, in sostituzione della canna orizzontale;
    – il tubo verticale è generalmente più corto e, soprattutto, quello frontale è più lungo. La combinazione di questi due elementi determina una linea sella-manubrio più orientata verso l’alto con una postura finale, preferita dalle donne, a busto praticamente eretto durante la guida;
    – la sella è comoda e molto ampia, con diametro trasversale anche pari a quello longitudinale. Per la sella da donna è importante che nel montaggio il piano della stessa sella sia tenuto parallelo al terreno;
    – le leve freno sono più corte che nel modello da uomo, senza però diventare delle leve “due dita”, come in alcune bici sportive. Solitamente si tratta di leve “tre dita”;
    Si possono fare poi delle considerazioni estetiche. Le bici da donna per la città hanno una gamma colorazioni più ampia e diffrente per tonalità; si staccano dalla sobrietà delle versioni uomo, ricorrentemente nere. Spesso le bici da donna sono dotate di un cestino o di un portapacchi anteriore, mentre nella versione uomo è più frequente il portapacchi posteriore.

 

  • PERCHÉ UNA SPECIFICA BICI DA DONNA
    L’elemento di principale distinzione della bici da donna per la città è nel telaio; esso non ha la canna orizzontale. Perché?
    Questa differenza nel telaio è nata per l’abbigliamento femminile, in passato meno pratico, e fu motivata solo da questo?
    Assumendo che ormai le donne vadano in bici indossando i pantaloni (come è quasi sempre), ha ragione di esistere il telaio da donna?
    Sussistono altri elementi che oggi ne giustifichino l’esistenza, come, ad esempio, la maggior facilità nel montare e scendere dalla bici?

 

  • QUESTIONI DI GONNE?
    Il telaio da donna è comparso almeno 130 anni fa, quando le donne non usavano certo i pantaloni. Guardando agli accadimenti di allora, emerge un particolare interessante: Annie Londonderry (la prima donna che, nel 1894, fece il giro del mondo in bici) nelle fasi iniziali del giro è ritratta in gonna ed è su una bici da donna; nelle fasi successive del giro è ritratta in pantaloni ed è su una bici con la canna orizzontale da uomo! Cosa voleva significare? Forse che la necessità di ricorrere ad un telaio differente fosse esclusivamente dovuta alle poco pratiche gonne e che, messe da parte quelle, non sussisteva nessun motivo per una donna per dover montare su una bici differente? Può darsi. Certamente la Londonderry aveva anche una forte motivazione nel voler riaffermare l’emancipazione e la parità delle donne attraverso l’uso di un mezzo del tutto identico a quello maschile.
    Dovremmo dire che se le gonne non avessero imperversato in passato, il telaio da donna da città oggi non esisterebbe? A ben vedere non è tutto qui, non è solo una questione di gonne.

 

  • DAVVERO PIÙ PRATICA
    Scendere da una bici da donna è più facile, basta sfilare lateralmente le gambe; allo stesso modo, salirci, è più immediato e semplice. Ma allora, perché la bici da città da uomo, non ha avuto anch’essa una evoluzione, almeno per il telaio, verso quella che definiamo bici per la città da donna  e che appare più pratica? Forse non c’è un forte perché ed il caso ha avuto il suo ruolo. Però una cosa è certa: sotto il profilo statico, il “triangolo” del telaio da uomo è più resistente di quello da donna. Quest’ultimo, infatti, ha bisogno di soluzioni che compensino la minor resitenza che deriva dall’eliminazione della canna orizzontale.

 

  • MENO RISCHIOSA IN CASO DI CADUTA 
    Sulla questione canna obliqua o orizzontale, è opportuno un riferimento al differente rischio nelle cadute. Il telaio da donna consente di sfilarsi molto più agevolmente, mentre sfilarsi durante una caduta da un telaio da uomo è per persone davvero abili. Per certi versi si può dire che la bici da donna sta a quella da uomo come la Vespa agli altri ciclomotori. Della Vespa, a suo tempo, si faceva marketing anche evidenziando come in caso di caduta fosse molto più facile sfilarsi lateralmente senza rimanere incastrati sotto il mezzo.

Bici donna da città con cambio sigillato

Bici donna da città con cambio sigillato

Bici donna da città con cambio sigillato

Bici donna da città con cambio sigillato

DONNE IN BICI

  • LA BICI DA DONNA COME SIMBOLO
    La bici non è semplicemente un mezzo di trasporto, bensì un simbolo, soprattutto la bici da donna. La storia dell’emancipazione femminile ha avuto continui punti di contatto con quella della bici. In questa storia la bici si è rivelata un mezzo ideale per sviluppare un potere simbolico perchè era nata come fortemente maschile, ed allora si trattava di “strappare” la bici al suo preteso signore e, con essa, “conquistare la libertà e il mondo”.

 

  • IL GIRO DEL MONDO IN BICI
    La prima donna che fece il giro del modo in bici fu Annie Londonderry. Era il 1894 e la Londonderry fu ostacolata in tutti i modi ed addirittura imprigionata nel corso dell’impresa. Iniziò il giro del mondo in gonna e lo finì in pantaloni; al suo ritorno fu accolta trionfalmente e divenne simbolo della libertà femminile. La sua bici era già allora con telaio da donna, anche se le immagini della Londonderry la mostrano anche alla guida di un telaio da uomo.

 

  • PIÙ LIBERE LE DONNE IN BICI
    Nel 1896 Maria Ward, un’altra pioniera, affermava che la bici desse una libertà alle donne che mai avevano conosciuto, ma sosteneva che questo passasse anche attraverso la completa autonomia della donna nelle riparazioni del mezzo. Scrisse così una mirabile guida all’acquisto ed alla manutenzione della bicicletta da donna (“Bicycling for ladies”).

 

  • PROVA A PRENDERMI
    In Italia, durante la seconda guerra mondiale, le partigiane staffetta attraversavano le linee nemiche in bicicletta. Una di loro, Ama Bevilacqua, fu talmente imprendibile con la sua bicicletta, che i nemici furono costretti a mettere su di lei una taglia da 50.000 lire per cercare di catturarla (non fu mai presa).

 

In una successione di imprese, la bicicletta da donna ha attraversato la storia e recitato ruoli da protagonista, arrivando fino ai nostri giorni. Le evoluzioni tecniche sono andate di pari passo nella bici da donna ed in quella da uomo.

DONNE IN BICI

  • LA BICI DA DONNA COME SIMBOLO
    La bici non è semplicemente un mezzo di trasporto, bensì un simbolo, soprattutto la bici da donna. La storia dell’emancipazione femminile ha avuto continui punti di contatto con quella della bici. In questa storia la bici si è rivelata un mezzo ideale per sviluppare un potere simbolico perchè era nata come fortemente maschile, ed allora si trattava di “strappare” la bici al suo preteso signore e, con essa, “conquistare la libertà e il mondo”.

 

  • IL GIRO DEL MONDO IN BICI
    La prima donna che fece il giro del modo in bici fu Annie Londonderry. Era il 1894 e la Londonderry fu ostacolata in tutti i modi ed addirittura imprigionata nel corso dell’impresa. Iniziò il giro del mondo in gonna e lo finì in pantaloni; al suo ritorno fu accolta trionfalmente e divenne simbolo della libertà femminile. La sua bici era già allora con telaio da donna, anche se le immagini della Londonderry la mostrano anche alla guida di un telaio da uomo.

 

  • PIÙ LIBERE LE DONNE IN BICI
    Nel 1896 Maria Ward, un’altra pioniera, affermava che la bici desse una libertà alle donne che mai avevano conosciuto, ma sosteneva che questo passasse anche attraverso la completa autonomia della donna nelle riparazioni del mezzo. Scrisse così una mirabile guida all’acquisto ed alla manutenzione della bicicletta da donna (“Bicycling for ladies”).

 

  • PROVA A PRENDERMI
    In Italia, durante la seconda guerra mondiale, le partigiane staffetta attraversavano le linee nemiche in bicicletta. Una di loro, Ama Bevilacqua, fu talmente imprendibile con la sua bicicletta, che i nemici furono costretti a mettere su di lei una taglia da 50.000 lire per cercare di catturarla (non fu mai presa).

 

In una successione di imprese, la bicicletta da donna ha attraversato la storia e recitato ruoli da protagonista, arrivando fino ai nostri giorni. Le evoluzioni tecniche sono andate di pari passo nella bici da donna ed in quella da uomo.

B I C I    D A    D O N N A    M A R G O T    I N    B R E V E
●   Cambio sigillato interno   ●   Parafanghi e carter inossidabili   ●   Copertoni extracomfort città   ●
●   Disegnate e prodotte in Italia   ●   Assemblaggio e controllo qualità artigianale   ●

B I C I    D A    D O N N A    M A R G O T
I N    B R E V E

●   Cambio sigillato interno   ●
●   Parafanghi e carter inossidabili   ●
●   Copertoni extracomfort città   ●

●   Disegnate e prodotte in Italia   ●
●   Assemblaggio e controllo qualità artigianale   ●

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