Scatto fisso, ruota libera e contropedale.

"Che differenza c'è fra scatto fisso, ruota libera e contropedale? E cosa è il mozzo flip-flop?"

Il mozzo flip-flop è un dispositivo che consente ad una bici di andare sia a ruota libera (cioé come una comune bici) che a scatto fisso.

 

MOZZO FLIP-FLOP

Il mozzo della ruota posteriore (cioè l’asse centrale della ruota da cui partono i raggi), è flip-flop quando su OGNUNA delle due estremità abbia una coroncina per l'aggancio della catena e quando queste due coroncine siano una fissa e l'altra libera di ruotare. Più esattamente:

- una è montata su un cuscinetto a sfere per cui è libera di ruotare in modo indipendente dalla ruota (consente, ad esempio, di ruotare i pedali all’indietro mentre la bici sia ferma o avanzi);

- l’altra coroncina, invece, non ha il cuscinetto per cui è bloccata sul mozzo (fissa), cioè vincolata alla ruota nei movimenti. Si muove SEMPRE insieme alla ruota ed alla sua stessa velocità, in avanti o indietro che sia; allo stesso modo come rimane ferma se la ruota è ferma.

Quando la ruota posteriore viene montata in modo che la catena sia agganciata sulla coroncina libera di ruotare (quindi quella montata sul cuscinetto a sfere), abbiamo la facoltà di tenere i pedali fermi ed anche farli ruotare all'indietro mentre la bici avanza. Questa è la modalità "ruota libera“ (o "scatto libero”), tipica di tutte le "comuni" bici.

Quando, invece, la ruota posteriore venga montata in posizione invertita e cioè in modo che la catena si agganci alla corona fissa (quella bloccata sulla ruota), i pedali e la ruota posteriore potranno muoversi SOLO insieme (stessa direzione e stessa velocità), in modo solidale: in avanti insieme, indietro insieme, o fermi entrambi. Questa è la modalità “scatto fisso”.

Il passaggio da modalità "ruota libera" a modalità "scatto fisso" e viceversa va fatto smontando la ruota ed invertendola e non avviene, come alcuni immaginano, con una specie di leva del cambio su cui agire mentre si sia in corsa. Lo "scatto fisso" è una scelta di guida pressoché permanente, è un modo di concepire la bici e non un'alternativa di qualche minuto come la scelta fra due differenti rapporti di cambio. 

 

GUIDARE A SCATTO FISSO.

Mentre la guida a “ruota libera” è quella solita, ben nota e non necessita di commenti, la guida a “scatto fisso” ha delle particolarità significative:

- quando la bici avanza, i pedali (e quindi le GAMBE!) si muovono sempre anch’essi;

- si frena agendo sui pedali, cioè rallentandoli fino a bloccarli per avere il blocco della bici;

- si può andare anche in retromarcia (basta pedalare all’indietro).

I puristi dello scatto fisso, tolgono entrambi i freni alla bici ed usano solo i pedali per frenare. Altri tolgono solo il freno posteriore perché andrebbe in sovrapposizione con la frenata che si esercita agendo sui pedali. C’è poi chi, per provare le prime volte ed imparare, lascia montato anche il freno posteriore per sicurezza.

Guidare a scatto fisso, implica concentrarsi NON su ciò che stia avvenendo in quel momento alla guida (“… ora c’è un ostacolo, ora devo rallentare, ora freno”), ma essere in anticipo di qualche secondo e prevedere cosa potrà accadere per avere il tempo di rallentare o arrestarsi ("... quel pedone non sta attraversando, non ancora, ma magari sta per farlo, lo tengo d'occhio e mi preparo a rallentare se dovesse farlo"). Guidare a scatto fisso implica una buona muscolatura per la frenata ed i muscoli interessati sono differenti da quelli utilizzati per la spinta sui pedali; non è detto che un discreto pedalatore (in avanti!) li abbia già forti abbastanza.

Chi non ha mai provato lo scatto fisso e voglia farlo, è bene che inizi in un'area privata e tenendo montato assolutamente ALMENO il freno anteriore. Per chi è alle prime armi, oltre a "pensare in anticipo" a cosa potrà accadere per avere tempo di rallentare la bici, particolare attenzione va posta nelle discese (rampe dei garage, meglio evitarle!) dove i pedali partono, scuotono le gambe ed è facile cadere. Inoltre attenzione in curva; le prime curve vanno fatte piuttosto "piatte" perché il pedale interno ruotando continuamente corre il rischio di toccare terra quando sia nel punto più basso. Con l'esperienza imparerete a coordinare in modo da evitare questa coincidenza o, addirittura a far slittare la ruota posteriore per poter arrestare i pedali senza rallentare la bici. Roba da skater! Infatti sono stati gli skater i pionieri dello scatto fisso. 

Buon divertimento!

 

IL CONTROPEDALE

Spesso viene confuso con lo scatto fisso con cui NON ha nulla a che fare. C'è confusione perché sia in un caso che nell'altro si può frenare agendo sui pedali. In realtà le modalità di guida di una bici a scatto fisso e di una con il contropedale sono completamente differenti. 

Una bici con contropedale si guida come una comune bici ed, in definitiva E' UNA COMUNE BICI che, semplicemente, invece di avere un freno posteriore classico a filo e pinza, ha un dispositivo che, "contropedalando" rallenta la ruota posteriore. Si tratta di un mozzo molto spesso al cui interno si aprono delle alette per effetto della contropedalata; queste alette fanno attrito, dall'interno del mozzo, in modo da rallentare la ruota. 

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